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"A passi lenti. Quando il Parkinson incontra il Taiji": il giorno della Première

locandinaSala gremita, silenzio attento, occhi lucidi.

La serata “Dare voce al Parkinson”, svoltasi il 2 marzo al Cinema Massimo di Torino, è stata prima di tutto un momento di condivisione profonda. Un pubblico numeroso e partecipe ha accolto la proiezione del cortometraggio “A passi lenti – quando il Parkinson incontra il Taiji”, ideato e diretto da Giancarlo Tovo.

Il film racconta l’incontro tra la pratica del taijiquan e le persone che convivono con il Parkinson. Attraverso movimenti lenti, consapevoli e armonici emerge una possibilità concreta: ritrovare equilibrio, migliorare la mobilità e, soprattutto, riconnettersi con il proprio corpo. Sullo schermo scorrono gesti semplici ma potenti, capaci di restituire dignità, fiducia e presenza.

la sala L’emozione della proiezione è proseguita nel breve dibattito con medici e specialisti, che hanno approfondito il legame tra attività fisica, qualità della vita e gestione dei sintomi. Un confronto che ha confermato quanto il movimento, quando è guidato e consapevole, possa diventare una risorsa fondamentale nel percorso di chi vive con il Parkinson.

La serata è poi continuata con la proiezione del film inglese “Kinetics” di Tommy Martin, la storia di Rose, diagnosticata con Parkinson in giovane età, e del suo incontro con Lukas, che nel parkour trova una forma di libertà e di espressione. Anche qui il movimento diventa linguaggio universale: resilienza, adattamento, speranza.

Il cortometraggio “A passi lenti”, realizzato nel 2025 nell’ambito del progetto “Taiji for Parki, Taiji for Health!”, promosso da AIGP con la collaborazione di Taiji-to (Chen Bing Taiji Academy Italy) e grazie al contributo dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese, rappresenta solo l’inizio di un percorso.

La strada davanti a noi è ancora lunga. Ora il lavoro continua: portare il cortometraggio in nuovi contesti culturali, sanitari e sociali, far conoscere sempre di più il progetto “Taiji x Parki”, creare occasioni di incontro, pratica e consapevolezza.

Perché a volte bastano passi lenti — ma condivisi — per aprire nuove possibilità!

Buona visione!

Alcuni scatti della serata al Cinema Massimo:

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Gara di TaiJiQuan: La 10° edizione del “Kung Fu - Taijiquan Contenders” a Torino 22/2/2026

partecipantiPer la quinta volta abbiamo preso parte alla "Kung Fu - Taijiquan Contenders", rappresentando L’ Associazione Taiji-To in questa bella giornata a Torino nella quale diverse scuole e numerosi atleti di ogni età si sono confrontati in modo rispettoso nella propria passione per le arti marziali cinesi.

La gara, organizzata dalle associazioni sportive Ligorio Academy e Il Tempio del Tai Chi in memoria di Luca Loreni, è dedicata al taijiquan ma anche ad altre discipline marziali: Kung Fu, Wushu Tradizionale e Moderno, Sanda, Tui Shou.

Perché partecipare ad una competizione? La competizione non è dimostrare che si è migliori degli altri ma dimostrare a se stessi che il proprio impegno nello studio e nella pratica porta a risultati concreti, visibili.

La crescita nel controllo e nella gestione dell’emotività rende l’esibizione più limpida.

I giudici fanno parte del “gioco”, come le medaglie: ci insegnano ad accettare insindacabilmente il verdetto.

Le medaglie fanno crescere l’Ego ma non danno nulla di più.

Le cose belle di questa esperienza?

Il rapporto che si instaura con gli altri atleti, la condivisione delle stesse paure da superare, gli stimoli che provengono dagli stessi atleti con cui gareggi sono impagabili; i famigliari e i Soci della nostra Associazione che passano una giornata intera seduti su rigide gradinate per sostenere gli atleti e poter riprendere l’esibizione a ricordo sono un sostegno prezioso, per loro proviamo una grande riconoscenza.

Qualche dettaglio sulle gare:

Marco N. ha partecipato a due gare nella categoria Avanzati: forma a mani nude e forma con arma corta (spada) (2° posto)

Marco R. ha partecipato a due gare nella categoria Intermedi: forma a mani nude e forma con arma corta (sciabola) (2° posto)

Gianmario R. ha partecipato a ben quattro (!) gare nella categoria Intermedi: forma a mani nude, forma con arma corta (spada) (3°posto),

forma con arma lunga (lancia) (2° posto), Tui Shou (Spinta con le mani) (2° posto)

Mazaè G. ha partecipato alla gara di forma a mani nude nella categoria Intermedi (2° posto a pari merito)

Di seguito alcune foto e video della giornata!

Qui i video! Cliccate qui per vederli

All'interno del villaggio Chen: storia e patrimonio del Taijiquan

All'interno del villaggio ChenVi proponiamo la visione di questo bel video che parla del villaggio Chen, storia e patrimonio del Taijiquan. Basandoci sul contenuto del video che comprende l'intervista al nostro Maestro Chen Bing, il nostro Socio e Aiuto Istruttore Matteo Bovero ha preparato un testo riassuntivo in italiano dal titolo:

La Vera Forza del Tai Chi Non è Vincere: La Filosofia Sorprendente del Villaggio Chen

All'interno di questo articolo potete visionare il video e leggere il testo:

Buona visione e buona lettura!

Oltre il Combattimento

E se la massima espressione del potere di un guerriero non fosse un colpo devastante, ma un momento di quieta moderazione? Nel mondo del Taijiquan, nato nel leggendario villaggio di Chenjiagou, la più grande vittoria è quella a cui scegli di rinunciare. Questa arte marziale, spesso percepita in Occidente come una ginnastica dolce per la salute, nasconde una filosofia profonda e contro-intuitiva sulla vera natura della forza, una filosofia la cui storia offre lezioni sorprendenti su cosa significhi essere veramente potenti.

Non Si Tratta di Aggressività, ma di Protezione

Le radici del Taijiquan non affondano in un terreno di conquista, ma di sopravvivenza. La storia inizia durante la dinastia Ming con Chen Bu, l'antenato del clan Chen che si stabilì in quello che sarebbe diventato Chenjiagou. In un'epoca turbolenta, egli fondò una società di arti marziali non per cercare conflitti, ma per uno scopo puramente difensivo: proteggere la sua comunità dalle incursioni dei banditi. Fin dal suo concepimento, lo spirito marziale della famiglia Chen era indissolubilmente legato al dovere della protezione. L'abilità nel combattimento non era un mezzo per imporsi, ma uno strumento per garantire la pace.

Il Vero Potere è l'Equilibrio tra Abilità (Wu) e Virtù (De)

Nel cuore della filosofia del clan Chen pulsa il concetto di Wude (武德), la Virtù Marziale. Questo principio fondamentale sostiene che l'abilità marziale, o Wu (武), e la virtù morale, o De (德), sono inseparabili. Per comprendere a fondo il Wu, è illuminante guardare alla sua stessa etimologia: l'ideogramma è composto dai radicali "fermare" (止) e "lancia" (戈). Il suo significato più alto, quindi, non è usare un'arma, ma fermare il conflitto.

Un potente simbolo di questa filosofia si erge nella sala ancestrale del clan: due tavolette di pietra. Una celebra la stirpe dei maestri, onorando la loro abilità (Wu). L'altra, invece, riporta inciso il codice morale della famiglia (De), che stabilisce che la competenza marziale non deve mai essere usata per intimidire i deboli. La vera forza nasce dall'equilibrio tra questi due elementi, come lo Yin e lo Yang. Questo principio non è un'astrazione; è il fondamento su cui Chen Bu edificò la sua comunità e il metro con cui i più grandi maestri, come vedremo, avrebbero misurato la loro vera grandezza. Come afferma un detto del clan, un'arte marziale usata correttamente è una "spada di giustizia", ma usata in modo scorretto diventa un "disastro".

La Più Grande Vittoria è un Combattimento che Scegli di Non Vincere

La più emblematica dimostrazione del Wude in azione è la storia del grande maestro Chen Fake, che nel 1928 si recò a Pechino per insegnare la sua arte. Prima della partenza, la sua famiglia gli diede un consiglio fondamentale: "Convinci le persone con la virtù" (以德服人, yǐ dé fú rén) e mostra sempre rispetto per le altre scuole marziali.

A Pechino, la sua crescente fama lo portò a un incontro pubblico con un celebre lottatore, il signor Shen. Intenzionato a metterlo alla prova di fronte a tutti, Shen afferrò le braccia di Chen Fake. La folla si zittì, aspettandosi uno scontro spettacolare. Invece, dopo appena un istante, i due si separarono con un sorriso. Nessuno capì cosa fosse successo, né chi avesse vinto. Due giorni dopo, il signor Shen si presentò a casa di Chen Fake con dei doni. In privato, lo ringraziò profondamente per avergli risparmiato l'umiliazione. Ammise che, nell'attimo in cui lo aveva afferrato, aveva sentito la propria forza completamente neutralizzata e ritorta contro di sé. Se Chen Fake avesse reagito con la sua piena potenza, sarebbe stato sconfitto in modo plateale.

Chen Fake non si vantò mai di questa superiorità. Proteggendo intenzionalmente la reputazione e la dignità del suo avversario, dimostrò una maestria che trascende la vittoria pubblica. La sua azione fu la perfetta incarnazione del Wude.

L'Empatia Come Principio Marziale

La lezione più profonda, tuttavia, fu quella che Chen Fake impartì più tardi a un suo allievo. Confuso, lo studente gli chiese perché non avesse colto l'occasione per sconfiggere un avversario così famoso e portare grande onore al nome del Taijiquan. La risposta di Chen Fake rivelò il cuore pulsante della sua filosofia:

Se tu stesso non sei disposto a essere sconfitto, perché dovresti voler vedere gli altri sconfitti? Non è facile per una persona costruirsi una reputazione, e ho potuto sentire che anche la sua abilità era notevole. Lo ammiravo nel mio cuore. Pertanto, dovremmo proteggere lui e la sua reputazione.

Queste parole ridefiniscono l'arte marziale, trasformandola da una contesa tra ego a un esercizio di empatia. Questa non è solo una lezione di morale, ma la più alta espressione di maestria marziale. Comprendere un avversario così intimamente—la sua abilità, la fatica dietro la sua fama, la sua stessa umanità—rende la vittoria pubblica un obiettivo secondario rispetto al rispetto. L'empatia, qui, non è debolezza, ma il culmine della consapevolezza di un guerriero.

La Forza che Protegge

L'eredità del Taijiquan di Chenjiagou non risiede solo in tecniche sofisticate, ma in una forza misurata non in avversari sconfitti, ma in dignità preservata. È una filosofia che insegna che il vero potere è la fusione indissolubile tra abilità (Wu) e virtù (De), incarnando gli ideali di "usare la propria forza per proteggere la bontà" (以力護善, yǐ lì hù shàn) e "usare l'umanità per superare la forza bruta" (以仁遇強, yǐ rén yù qiáng).

In un mondo che spesso celebra il dominio, cosa possiamo imparare da un potere che trova la sua massima espressione nella compassione?

Qui sotto alcune immagini, tratte da: https://zhuanlan.zhihu.com/p/447774133

 

Matteo Onofrio Bovero

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Anteprima cortometraggio "A passi lenti" e brindisi natalizio!

Anteprima cortometraggio A passi lentiVenerdì 19 dicembre 2025 abbiamo organizzato un evento sociale per proiettare in anteprima il cortometraggio "A passi lenti", prodotto dai nostri allievi del corso "TaiJi for Parki" seguito da un apericena offerto dalla nostra Associazione TAIJI-TO.

Ne approfittiamo per annunciare la presentazione ufficiale del cortometraggio il giorno 11 febbraio 2026 al Cinema Massimo-Torino. Ringraziamo di cuore Alberta, Massimo, Giancarlo, Stefano Guastella, Aurora Verrengia, le allieve e gli allievi del corso "TaiJi for Parki" per la vostra passione e per il tempo e le energie che avete dedicato per questo progetto! La visione del cortometraggio ha suscitato in noi emozioni intense, che sono ben descritte in un messaggio di posta elettronica che abbiamo ricevuto il giorno dopo:

"Buongiorno, stavo scrivendo questi pensieri per me, poi ho pensato di condividerli con voi, spero di non essere inopportuno/a.

La visione del filmato mi ha toccato molto, per le storie delle persone, per come sono state raccontate e per cosa mi ha fatto capire.

Abbiamo avuto, in famiglia, un malato di Parkinson e ieri stavo pensando, ascoltando le parole dei vostri partecipanti, che l'abbiamo curato, seguito, come un malato "standard", visite, esami, farmaci, assistenza, tutto quanto necessario. Ma non abbiamo/non ho capito fino in fondo il tormento di avere un cervello lucido e intelligente dentro un corpo che se ne va per i fatti suoi.

Ripenso alle azioni, di cui noi familiari capivamo poco la necessità e il pieno significato: scrivere a mano pagine e pagine con il proprio nome, imparare a suonare la chitarra con mani che non riuscivano a sorreggerla, ostinarsi ad uscire da solo per fare le solite cose, la spesa, le bollette. Uscite che, sempre più spesso. si concludevano con la telefonata di chi l'aveva soccorso perché era caduto.

Ci si deve sentire molto soli, con questa malattia. Per cui credo che ciò che fate, unire le persone in un lavoro comune, in cui tutti sono consapevoli delle difficoltà che incontrano, sia veramente importante e fondamentale. Oltre al fatto che imparano qualcosa che, concretamente, aiuta a rendere le proprie condizioni meno faticose.

Ho imparato molto ieri sera, e vi ringrazio. E comunque il video, di per sé, è proprio bello.

Auguri a tutti"

E poi, dopo la proiezione, il nostro momento conviviale con l'apericena offerto dall'Associazione ai propri Soci e accompagnatori, con una favolosa parmigiana di melanzane e passi di tango! Ecco alcune foto e video...😉☯️

Ecco alcuni video: il primo sui disegni che il nostro socio Daniele Catalli ha realizzato durante il suo soggiorno estivo a ChenJiaGou, Cina, traendo ispirazione dalle pratiche degli allievi presso la scuola del nostro Maestro Chen Bing.

Nel secondo video il nostro apericena!

E negli ultimi due video, a sorpresa, senza pianificazione, passi di tango con Marta, Giuseppe, Gloria e un apprendista tanguero. (Elisabetta F.: mancavi tu!)

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Seminario a San Sicario, Giugno 2025

Seminario a San Sicario, Giugno 2025Ogni volta che si crea l’occasione per condividere giorni di pratica insieme, la pratica del taiji diventa qualcosa di magico ed unico.

Perché oltre al taiji ci sono le persone unite nell’obiettivo comune di trascorrere momenti di relax, di allegria e divertimento e il tutto si racchiude in un’unica parola.

Benessere.

Benessere.

Questa parola così importante nella vita che ogni individuo dovrebbe poter provare.

E noi, attraverso il taiji cerchiamo costantemente il raggiungimento di questa sensazione di benessere, sul piano fisico e su quello emozionale.

Eh sì, perché anche le emozioni giocano un ruolo importante nel benessere.

E i tre giorni trascorsi insieme a San Sicario sono stati di crescita, miglioramento, allenamento e anche divertimento.

...

Il tempo è stato favorevole per noi, tolto solo un pomeriggio di pioggia scrosciante che ci ha portati ad indossare felpe nonostante fossimo in piena estate.

Nuvole di panna nel cielo, basse e vicine a coprire lo Chaberton, che svettava maestoso alle spalle della struttura che ci ha ospitato.

Una struttura semplice ma funzionale.

Intorno campi in fiore, prati immensi di margherite ed erbe di montagna.

Ne percepivi il profumo intenso e pungente.

E intorno il silenzio, quel silenzio che ci ha permesso la concentrazione nella pratica.

Solo il ronzio delle api che danzavano di fiore in fiore.

Tutti uniti in quella magia che si interrompeva solo nelle chiacchiere condivise al momento del pranzo e della cena, che ci hanno permesso di conoscerci un po’ meglio, tra allievi e maestri, tra racconti buffi e corse sfrenate per accaparrarsi il dolce prima che finisse.

È stato anche questo trascorrere un lungo weekend insieme.

Ridere.

E ridere fa bene, si sa.

...

Il sabato mattina qualcuno ha praticato, qualcuno ha fatto una bella camminata sul costone della montagna che unisce San Sicario con Champlas Seguin - dove al termine ci si è rilassati ad ammirare lo splendido panorama sulla vallata.

Nelle pause qualcuno riposava, altri si spaparanzavano su una sdraio al sole caldo.

Chi leggeva, chi telefonava, chi si collegava ad un pc, chi semplicemente dormicchiava, stanchi delle fatiche che la pratica aveva portato.

Divertente e piacevole è stato anche vedere la proiezione di un film che Massimo ha accuratamente scelto per noi!

E il benessere si è manifestato anche nella serata danzante del sabato sera.

È bastata una console per farci ballare fino a tarda sera, mentre fuori spuntava la luna e se alzavi la testa al cielo vedevi una miriade di stelle luminose.

Ci sono poi stati i saluti, gli abbracci, i ringraziamenti.

Buona estate - ci siamo detti mentre si caricavano i bagagli nelle rispettive auto.

Buona estate sì, a tutti voi che avete permesso tutto questo, perché senza di voi queste emozioni non ci sarebbero state.

Perché insieme siamo un bel gruppo, fatto di belle persone e con tanta voglia di fare.

Buona estate e un arrivederci a settembre.

E un grazie a tutti.

Un grazie di cuore per questi giorni di pratica insieme.

Marco Massimo Alberta

Abbiamo svolto, con grande piacere e soddisfazione di tutti i partecipanti, il nostro Seminario di TaiJiQuan e Qi Gong nella località montana di San Sicario, provincia di Torino, dal 19 al 22 Giugno 2025, ospiti presso l'Olympic Centre, grande struttura con vasti spazi all'aperto e saloni polifunzionali. Ecco il programma:

Qi Gong: Wu Qin Xi - Sequenza dei 5 Animali, esercizio del palo eretto, la sfera TaiJi, forma JiBen Shi San Shi - Forma di base delle 13 posture, introduzione alla Xinjia YiLu, film: TAI CHI ZERO di Stephen Fung, Laojia Erlu (Pao Chui), camminata aperta a tutti verso la Frazione Champlas Seguin con esercizi e forma, tui Shou (esercizi a coppie), serata Disco a cura di DJ Max, i principi del Taijiquan: pratica del rilassamento (Fang Song Gong) e delle spirali (Chansi Gong).

Di seguito alcune foto dei gruppi di pratica...

Ma le foto non sono finite: ai due collegamenti sottostanti ne trovate molte altre, compresi diversi video...

Foto Jana Sebestova-clicca per vedere

Foto e video vari-clicca per vedere

Marco N.

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  1. Lodi, Festa dello Sport
  2. Assemblea Soci & Festa in Corso Marconi-Torino
  3. La 9° edizione del "Kung Fu - Taijiquan Contenders": il racconto di Gianmario e Marco
  4. In "missione" ad Atene: lo studio della XinJia YiLu

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